
COME DIVENTARE RICCHI
E FAMOSI DA UN MOMENTO ALL'ALTRO

UNA MADRE DISPOSTA A TUTTO
PER IL SUCCESSO DELLA FIGLIA DI SEI ANNI
Marta non vuole che la figlia Emma, una bambina di sei anni che adora disegnare, cresca povera e infelice come lei. Per questo punta tutto sulla sua passione per la pittura e organizza un piano per farla diventare ricca e famosa prima che inizino le elementari. Per riuscirci coinvolge Chiara Velati, attrice affermata e seguitissima sui social, madre di una compagna di classe di Emma, invitandola a una festa di compleanno come occasione per convincerla a
pubblicizzare online i quadri della bambina.
Nel progetto vengono coinvolti anche il compagno Ferdinando, apicoltore che le ospita nella sua casa di campagna, e il cognato Carlo, scacchista professionista che con il suo approccio iper-razionale e i suoi dubbi su “cosa sia la bravura in ambito artistico” innesca una catena di fraintendimenti che contribuiscono a far precipitare la situazione.
Una commedia originale e inaspettata che in tre anni di tournée ha coinvolto platee ampie e trasversali, coniugando divertimento e riflessione sul rapporto fra felicità e realizzazione.
Testo e regia Emanuele Aldrovandi
Con Luca Mammoli, Serena De Siena, Tomas Leardini, Silvia Valsesia
Scene Francesco Fassone
Costumi Costanza Maramotti
Luci Antonio Merola
Ambiente sonoro Riccardo Tesorini
Movimenti Olimpia Fortuni
Trucco Giorgia Blancato
Realizzazione maschera Micol Rosso, Cristina Ugo
Collaborazione alla realizzazione scene Jessica Koba
Collaborazione alla realizzazione costumi Nuvia Valestri
Foto Luca Del Pia
Ufficio stampa Maddalena Peluso
Progetto grafico Anna Resmini
Direzione tecnica Elia Iachetti
Produzione Associazione Teatrale Autori Vivi
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale
ERT Emilia Romagna Teatro – Teatro Nazionale
UNA STORIA FILTRATA DAL PUNTO DI VISTA DI CHI LA RACCONTA
La concezione della messa in scena di Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro nasce dall’incontro di diversi livelli di composizione - visiva, sonora e corporea - costruiti a partire dal fatto che l’intera narrazione è filtrata dal punto di vista di un personaggio, Ferdinando, che rielabora gli eventi a distanza di tempo. Ciò che accade in scena oscilla quindi costantemente tra ciò che è realmente accaduto e il modo in cui viene ricordato, interpretato e riorganizzato. Questo scarto guida tutte le scelte artistiche alla base dello spettacolo.
La scenografia è composta da grandi arnie, legate al mestiere di Ferdinando, apicoltore. Le
arnie sono realizzate come strutture modulari che si aprono come porte, diventano muri, soglie, superfici mobili e opere d’arte. Lo spazio scenico si trasforma così in un ambiente
funzionale e instabile, in cui realtà, memoria e rappresentazione convivono.
Il lavoro sonoro interviene per stratificazioni, mescolando il ronzio delle api alle voci delle
bambine lontane che giocano, facendo coesistere piani temporali diversi.
Costumi, trucco e partiture corporee contribuiscono a spostare i personaggi da un contesto
rappresentativo realistico e verosimile, esasperando gli aspetti che sono rimasti impressi
nella memoria di Ferdinando.













